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LA GLORIA DI COLUI CHE TUTTO MOVE: Dante e la sua Commedia
14-09-1321: ricorre l'anniversario della morte di Dante Alighieri
Poeta, scrittore, linguista e politico.
Ogni aggettivo sarebbe superfluo. Ve ne consiglio uno: DIVINO, come la sua "Comedia".
Un personaggio che ha posto al centro della sua vita la religione e la politica combattendo fino in fondo per i propri ideali.
E vi chiedo: quali sono i sentimenti che muovono il capolavoro del grande fiorentino?
Ne ho scelti 3, universalmente riconosciuti e che sono al centro dell'opera. Pronti ad immergervi nella magia di Dante?
1- AMORE: Beatrice, musa della sua vita e delle sue opere. Un amore platonico che non ha conosciuto confini e che muove Dante alla scoperta di sè stesso e all'interpretazione dell'esistenza in un modo sublime che unisce il sacro al profano, la filosofia alla religione.
"Che dentro a li occhi suoi ardeva un riso
Tal, ch'io pensai di toccar cò miei lo fondo
De la mia gloria e del mio paradiso."
Paradiso, Canto XV
![]() |
"Dante e Beatrice" Gustan Dorè |
2- LIBERTA': la libertà di giudizio rende l'uomo libero di scegliere quale sia la sua religio e il suo percorso di vita. Dante fa della libertà la sua prima forza, senza la quale non sarebbe giunto alla grazia e alla fede che lo contraddistinsero.
"Lo maggior don che Dio per sua larghezzafesse creando, e a la sua bontate
più conformato, e quel ch’e’ più apprezza,
fu de la volontà la libertate;
di che le creature intelligenti,
e tutte e sole, fuoro e son dotate".
Paradiso, Canto V
![]() |
Pietà (particolare), Michelangelo Buonarroti |
Author : Unknown
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Contest #4C della #cultura: scatti d'#arte per gli #smartiani!
Chiamata alle armi cari smartiani!!!
Nell'ambito degli eventi "4C: la formula della cultura", abbiamo pensato di realizzare un contest fotografico che possa permettere a tutti di condividere la propria idea di cultura.
Ecco a voi il regolamento e il link all'evento di facebook dove potete registrarvi e condividere i vostri scatti.
Cosa aspettate???
Scaldate gli smartphone e le fotocamere!!!! :)
Si parte il 05 marzo!
Nell'ambito degli eventi "4C: la formula della cultura", abbiamo pensato di realizzare un contest fotografico che possa permettere a tutti di condividere la propria idea di cultura.
Ecco a voi il regolamento e il link all'evento di facebook dove potete registrarvi e condividere i vostri scatti.
Cosa aspettate???
Scaldate gli smartphone e le fotocamere!!!! :)
Si parte il 05 marzo!
Finalità:
Il concorso “Le 4C della cultura” è un contest fotografico digitale che ha come scopo la promozione della Cultura in relazione all’evento “Le 4C della cultura” che si svolgerà a Ravenna presso il Palazzo del Congressi, al Punto Ristoro, in Largo Firenze, 1.
Le date dei quattro distinti seminari sono: il 10, 17, 24 marzo dalle 14 alle 16 e il 31 marzo dalle 16 alle 18.
Ogni giornata avrà un tema specifico che sarà poi d’ispirazione per i materiali da inviare. Si rimanda all’articolo 3 per le modalità di svolgimento.
Le date dei quattro distinti seminari sono: il 10, 17, 24 marzo dalle 14 alle 16 e il 31 marzo dalle 16 alle 18.
Ogni giornata avrà un tema specifico che sarà poi d’ispirazione per i materiali da inviare. Si rimanda all’articolo 3 per le modalità di svolgimento.
Destinatari:
La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti.
Modalità:
Le foto andranno inviate su INSTAGRAM o FACEBOOK (nella scheda evento) taggando @sm-Artpeople e condivise con l’hashtag dell’evento #4C e #smartpeople e l’hashtag specifico per l’argomento scelto:
#4C_Curiosare: aspetti curiosi della cultura
#4C_Creare: atto creativo, bellezza e realizzazione artistica.
#4C_Condividere: cultura come scambio di informazioni, di idee, veicolo di messaggi originali.
#4C_Comunicare: emozioni dell’arte e della cultura. Tutto ciò che ci comunica qualcosa.
La foto dovrà riportare le seguenti informazioni: luogo ed eventuali informazioni relative al riconoscimento della foto.
Gli autori non hanno limiti nel numero di foto inviate.
A seconda del numero di foto ricevute, sarà scelta o un’unica foto che meglio rappresenta lo spirito dell’evento o una foto per ogni singola categoria.
Durata:
Le foto vanno condivise dalla mezzanotte del 5 marzo alla mezzanotte del 25 marzo 2015.
La premiazione dei vincitori avverrà il 31 marzo 2015 alle ore 17:30 durante l’ultimo incontro dell’evento.
Premi:
Le foto vincitrici saranno esposte in modalità permanente presso il PUNTO RISTORO del Palazzo dei Congressi di Ravenna.
Una seconda copia sarà resa come omaggio all’autore.
Una seconda copia sarà resa come omaggio all’autore.
Ua giuria appositamente scelta (i cui nomi saranno resi noti il giorno della premiazione) sceglierà le foto fornendo una breve motivazione.
Uso del materiale digitale inviato
Ogni autore, titolare di tutti i diritti sui propri originali, è personalmente responsabile delle opere presentate.
Ogni autore conserva la proprietà delle foto inviate al concorso, ma cede gratuitamente i diritti d’uso illimitato delle immagini agli enti organizzatori Sm-Art People, Fondazione Flaminia e Ravenna Studenti, i quali possono pubblicare e diffondere le immagini su riviste, testate, siti internet e su qualsiasi altro supporto mediatico e pubblicitario, purchè senza fini di lucro, con l’unico onere di citare ogni volta l’autore o gli autori delle fotografie. Gli enti in questione non potranno, senza previo accordo con il fotografo, cedere a terzi ad alcun titolo le fotografie in concorso.
Responsabilità degli autori
Ogni partecipante è responsabile civilmente e penalmente delle proprie opere, sollevando gli organizzatori da ogni reponsabilità. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall’art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate.
Author : Unknown
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#4C: la formula della Cultura
Le sm-Art People tornano dall'altra parte della barricata, in veste di moderatrici e organizzatrici di un evento in quattro puntate matematicamente smartiane!
Si parla di formule, e si parla di Cultura!
Vi abbiamo spaventati?
Non lasciatevi scoraggiare! La soluzione della formula non è data da complesse elaborazioni matematiche, ma da un'illuminante riscoperta di 4 verbi, le 4 C, che nella giusta miscela possono valorizzare al massimo Cultura, patrimonio e arte!
La formula è presto svelata!
CURIOSARE
CREARE
CONDIVIDERE
COMUNICARE
sono i 4 verbi che ci affiancheranno in questo spiare il camminare della cultura lontano dalle mura del mondo universitario, dove tutto è correre dietro agli esami, al numero di pagine da studiare, ai crediti da accumulare.. lontano dalle pareti spesse (e spesso sorde) delle amministrazioni culturali... lontano dalla nebbia che avvolge la cultura nella quotidianità del comune uomo della strada.
Siamo riuscite a incuriosirvi?
Seguite le rivelazioni e le novità sui nostri canali social e sul nostro blog, ma iniziate a riservare in agenda due ore con noi (e non solo) martedì 10 marzo, martedì 17 marzo e martedì 24 marzo dalle ore 14 e martedì 31 marzo dalle ore 16.
Dove? Ci incontriamo al Palazzo dei Congressi, Largo Firenze 1, nella ridente Ravenna.
E non dimenticate i nostri hashtag #4C e #smartpeople per partecipare al contest fotografico!
Author : Unknown
Cinema holliwoodiano alla turca: l'idea smartiana del Museo Civico di Bagnacavallo (RA)
Questo post doveva essere il resoconto di un finissage al Museo civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA), dedicato alla mostra Cult Hollywood movies, as Ottoman miniatures, dell'artista Murat Palta.
Da smartiana, però, divorando il catalogo in un paio di ore , ho pensato che l'artista e la mostra meritavano una riflessione più accurata.
Murat Palta è un giovane talento turco, classe 1990, laureato in Grafica e Design alla Dulmlupinar University. Appassionato di cinema americano e profondo conoscitore della miniatura ottomana del 1500, ha creato un'arte che concilia l'Oriente ed Occidente attraversando tempo e spazio.
Ed io lo incontro proprio nel territorio che da secoli ospita l'Oriente della capitale bizantina e l'Occidente della capitale romana: la provincia di Ravenna.
Il tessuto che si intreccia nei lavori di Palta va indagato da diversi punti di vista: quello storico, quello tecnico e quello creativo.
Nel primo caso si tratta di una sorta di "manierismo della miniatura", ossia una rivisitazione alla maniera miniaturistica delle scene
cult di film contemporanei. Palta realizza le scene come se fossero accadute nel 1500, in contesti che diventato atemporali.
La storia dei sultani orientali (vedi il Marlon Brando de Il Padrino che diventa il sultano Mustafa III) e le imprese tratte dal Libro dei Re (Isfandar diventa Terinator II con tanto di spavaldi occhiali da sole) si trasformano in locandine alternative dei film che hanno segnato la nostra storia o addirittura in una sorta di trailer bidimensionali (notate il sovrapporsi di scene-simbolo in Shining).
cult di film contemporanei. Palta realizza le scene come se fossero accadute nel 1500, in contesti che diventato atemporali.
La storia dei sultani orientali (vedi il Marlon Brando de Il Padrino che diventa il sultano Mustafa III) e le imprese tratte dal Libro dei Re (Isfandar diventa Terinator II con tanto di spavaldi occhiali da sole) si trasformano in locandine alternative dei film che hanno segnato la nostra storia o addirittura in una sorta di trailer bidimensionali (notate il sovrapporsi di scene-simbolo in Shining).
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| M.Palta, Il Padrino |
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| Mustafa III |
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| M.Palta, Terminator II |
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| M.Palta, Shining |
Dal punto di vista tecnico, l'artista realizza le sue opere riguardando alla tecnica e alla simbologia dei manoscritti a cui fa riferimento (Libro dei Re, Libro delle imprese di Salomone). Formidabile è la riproposizione di Uma Thurman in Kill Bill come la danzatrice del Libro di Levni o l'apparizione dello Yoda di Guerre Stellari in piccole nuvolette proprio come i profeti dello Hubename.
Ciò che poi contraddistingue l'abilità tecnica è la perizia nel disegno delle trame dei tessuti e degli apparati decorativi, tipicamente orientali con motivi floreali, vegetali e il predominio degli elementi architettonici. Tutto a confermare l' horror vacui che era tipico dei miniaturisti orientali del XVI secolo.
In ultimo va sottolineata la creatività e l'estro del giovane autore che riesce a conciliare mondi così diversi in una dimensione che a noi ci sembra naturale. Non è poi da escludere l'elemento comico, quasi caricaturale che rende la rielaborazione un momento divertente e di relax. Il cinema, del resto, è un'arte di intrattenimento e, grazie alle opere di Palta, anche le miniature diventano veicolo di comunicazione leggera e ci appaiono più vicine, nel tempo e nello spazio. I luoghi dei set diventano le regge dei sultani o i paesaggi della Turchia.
Ciò che appare come un divertissment è, in realtà, frutto di un'elaborazione mentale ed artistica molto profonda che, utilizzando anche i moderni sistemi della rete (i suoi "film bidimensionali" sono diventati un fenomeno virale), fonde linguaggi e recupera tradizioni che pongono l'artista tra due mondi.
In questo modo l'arte diventa universale e comunica in modo limpido e chiaro le nuove frontiere storiche e morali. I personaggi che nel 1500 ottomano erano simboli e miti dei contemporanei, diventano tramite per l'esaltazione dei miti moderni e attuali che sicuramente nel cinema trovano il più diretto rappresentante della realtà.
Credo che questa piccola mostra in un paese di provincia rappresenti una vittoria per chi, come noi sm-Art People, è alla ricerca della Cultura che non ha bisogno nè di grandi nomi nè di grandi investimenti. Si tratta della cultura di chi lavora con passione per tramandare la conoscenza.
Il valore è nella capacità di cercare il dialogo col territorio, e il Museo Civico delle Cappuccine lo fa esaltando l'oro dei mosaici di Ravenna attraverso l'oro delle vesti dei sultani/attori.
La bravura è nell'incuriosire il visitatore affinchè possa scoprire nuovi mondi e soprattutto capire che la Cultura è frutto di ciò che siamo stati e dell'immaginario che ci circonda e che può confrontarsi con qualunque tradizione perché non ha bisogno di scandire il tempo e rappresentare lo spazio nei soli linguaggi e costumi contemporanei. L'arte guarda a sè stessa e si rinnova nel passato, riflettendo, reinterpretando e rivalutando.
Il comune denominatore di tutto ciò che è la trasmissione delle culture sono le persone. E in Diego Galizzi, curatore del Museo Civico di Bagnacavallo, siamo convinte di aver trovato un vero sm-Art People. Complimenti.
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| Levni, Danzatrice XVIIsec |
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| M. Palta, Guerre Stellari |
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| M.Palta, Kill Bill |
In ultimo va sottolineata la creatività e l'estro del giovane autore che riesce a conciliare mondi così diversi in una dimensione che a noi ci sembra naturale. Non è poi da escludere l'elemento comico, quasi caricaturale che rende la rielaborazione un momento divertente e di relax. Il cinema, del resto, è un'arte di intrattenimento e, grazie alle opere di Palta, anche le miniature diventano veicolo di comunicazione leggera e ci appaiono più vicine, nel tempo e nello spazio. I luoghi dei set diventano le regge dei sultani o i paesaggi della Turchia.
Ciò che appare come un divertissment è, in realtà, frutto di un'elaborazione mentale ed artistica molto profonda che, utilizzando anche i moderni sistemi della rete (i suoi "film bidimensionali" sono diventati un fenomeno virale), fonde linguaggi e recupera tradizioni che pongono l'artista tra due mondi.
In questo modo l'arte diventa universale e comunica in modo limpido e chiaro le nuove frontiere storiche e morali. I personaggi che nel 1500 ottomano erano simboli e miti dei contemporanei, diventano tramite per l'esaltazione dei miti moderni e attuali che sicuramente nel cinema trovano il più diretto rappresentante della realtà.
Credo che questa piccola mostra in un paese di provincia rappresenti una vittoria per chi, come noi sm-Art People, è alla ricerca della Cultura che non ha bisogno nè di grandi nomi nè di grandi investimenti. Si tratta della cultura di chi lavora con passione per tramandare la conoscenza.
Il valore è nella capacità di cercare il dialogo col territorio, e il Museo Civico delle Cappuccine lo fa esaltando l'oro dei mosaici di Ravenna attraverso l'oro delle vesti dei sultani/attori.
La bravura è nell'incuriosire il visitatore affinchè possa scoprire nuovi mondi e soprattutto capire che la Cultura è frutto di ciò che siamo stati e dell'immaginario che ci circonda e che può confrontarsi con qualunque tradizione perché non ha bisogno di scandire il tempo e rappresentare lo spazio nei soli linguaggi e costumi contemporanei. L'arte guarda a sè stessa e si rinnova nel passato, riflettendo, reinterpretando e rivalutando.
Il comune denominatore di tutto ciò che è la trasmissione delle culture sono le persone. E in Diego Galizzi, curatore del Museo Civico di Bagnacavallo, siamo convinte di aver trovato un vero sm-Art People. Complimenti.
Author : Unknown
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Rilfessioni smartiane: Matera: cuore, valore, futuro
Venezia, 2008. Salone dei Beni Culturali. Mi avvicina una ragazza, avrà avuto 20 anni (allora io ne avevo poco più!) e mi dice: "Vuoi fare un viaggio?!"
Io rimasi sorpresa dalla richiesta, ma spinta dalla mia curiosità smartiana, mi feci trascinare nel gioco!
Mi bendarono e mi accompagnarono in un percorso sensoriale:
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| Logo candidatura |
-tatto: mi fecero accomodare su una balla di fieno
-olfatto: sentivo l'odore dell'erba, l'inconfondibile profumo della terra, del pane appena sfornato, dei fiori dei campi. Odori che mi riportavano a casa, alla mia terra, al mio inconfondibile sud.
- udito: sentivo lo scorrere di ruscelli, i passi che calpestavano le pietre e poi la musica popolare. Organetti, zampogne e flauti scandivano il ritmo delle campagne e della vita
- gusto: all'improvviso mi venne offerto del miele, un pezzo di formaggio e un sorso di vino
-vista: mi tolsero la benda e dal buio di una stanza vedevo su uno schermo scorrere le foto di Matera: i campi, il pane, i ruscelli, le pietre bianche scolpite dai secoli, i pastori, il cibo e i vigneti, i musicisti, le ballerine e un messaggio finale:
"Benvenuta a Matera"
![]() |
| Veduta Matera |
In quel momento credo di essermi innamorata. Ero rimasta folgorata dalla semplicità e dall'amore che percepivo per questa terra.
Estasiata dal percorso, rinnovai i complimenti e mi iscrissi alla mailing list. Dopo anni mi scrissero per comunicarmi la decisione di candidarsi a Capitale della cultura, dicendo che avevano bisogno anche di me.
Di me? E perché? Stavano creando una comunità web a cui tutti potevano partecipare, senza vincoli e senza impegni, condividendo spontaneamente pensieri, parole e consigli.
Ancora una volta folgorata: attenzione, semplicità e amore erano ancora il leit motiv di questi miei amici del sud.
17 ottobre 2014. Arriva la notizia: Matera capitale della Cultura. Ho provato una gioia immensa.
Innamorata per la terza volta, e pensare che la città non l'ho mai vista, se non di passaggio quando ero piccola!Il paradosso è che, vivendo a Ravenna proprio dal 2008, ne ho vissuto interamente la candidatura. Perché, però, non sono rimasta folgorata?
Perché non ho sentito il trasporto, sebbene io sia affezionata a questa città che ho scelto per viverci? Ho partecipato ad eventi, condiviso pareri e conosciuto in diverse occasioni i protagonisti del progetto.
Eppure non ho sentito il trasporto. Non ho sentito il cuore. E quello, ahimè, non mente.
Non entro nel merito dei giudizi, nè nei dettagli della validità dei progetti o delle caratteristiche tecniche della candidatura. Seguo il cuore e sento di dover dire che Matera ha vinto davvero con la cultura perché ha trovato nelle sue radici e nella sua semplicità la ricchezza più grande. Si è mostrata per ciò che è senza indugiare oltre. Essendo Europa nel modo in cui l'Europa è nata: vissuta e tradizionalista nella sua innovazione. Non ha decantato un passato glorioso, nè si è nascosta dietro personaggi illustri.
Ha guardato avanti e si è vista nel 2019 partendo dalla terra, la sola e invincibile forza della Terra. Cosa c'è di più raro e prezioso? La cultura si fa con lungimiranza, proiettandosi in un futuro che si può solo immaginare, ma immaginandolo si concretizza. Matera allora è la cultura del futuro e in un periodo in cui è proprio il futuro quello che spaventa, credo sia la miglior risposta.
Vincere è stato il suggello di un processo già in atto da diversi anni attraverso luoghi, immagini, storie e personaggi che l'hanno dipinta, ripresa, raccontata senza veli e senza nasconderne le ferite e le difficoltà.
Vi ringrazio per quel viaggio che mi avete regalato. Adesso non ho proprio più scuse: devo venire a visitarti presto Matera!E ora smartiani chiudete gli occhi e viaggiate:
Onore a tutte le candidate sperando che i progetti presentati vengano comunque realizzati perché la cultura deve vincere sempre, senza la necessità di concorsi.
E io ci sarò. a Ravenna, come a Siena, come a Perugia, come a Cagliari e come a Lecce. E in tutte le città di questo meraviglioso paese.
Author : Unknown
Eventi smartiani: Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo: cronaca di un'invasione digitale!
Cari smartiani,
l'invasione digitale al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo è stata compiuta con successo!
Alle 17 i pacifici invasori digitali sono stati accolti dalle porte aperte del Museo e dal direttore Diego Galizzi, una guida d'eccezione che ci ha regalato una visita tra i beni più disparati:
dall'acquaforte, alle incisioni,
dai dipinti agli antifonari in pergamena!
Vi rimandiamo al racconto dell'invasione su Storify! clicca qui.
E al video che abbiamo realizzato per voi e pubblicato su Youtube!
Buona visione smartiani!
Author : Unknown
Eventi smartiani: Invadiamo l'arte, Liberiamo la cultura
Dal 24 aprile al 04 maggio 2014 ci saranno le "Invasioni Digitali", un evento che da due anni promuove l'utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare i social media, nei musei e nei luoghi culturali.
Noi del team sm-Art People siamo molto vicine alle idee proposte nel manifesto delle Invasioni.
Crediamo in una cultura libera, partecipata, innovativa e pronta a mettersi in gioco!
Quest'anno abbiamo scelto di collaborare come "Invasori".
Form on line, un attimo di pazienza e semplici regole: tutto questo crea un'invasione!
Noi del team sm-Art People siamo molto vicine alle idee proposte nel manifesto delle Invasioni.
Crediamo in una cultura libera, partecipata, innovativa e pronta a mettersi in gioco!
Quest'anno abbiamo scelto di collaborare come "Invasori".
Form on line, un attimo di pazienza e semplici regole: tutto questo crea un'invasione!
Di cosa si tratta nello specifico?
Passo 1: si sceglie un luogo della cultura che si desidera promuovere online
Passo 2: si contatta il responsabile del luogo che si vuole "invadere" con smartphone e tablet, chiedendo di poter condividere e postare contenuti e foto sui social media
Passo 3: si crea l'evento e tutto corre nella rete, tutto si diffonde sul Web!
Passo 3: si crea l'evento e tutto corre nella rete, tutto si diffonde sul Web!
Noi abbiamo pensato di spostarci in un luogo che rappresenta l'ideale sm-Art People: Bagnacavallo, un piccolo paesino in provincia di Ravenna.
Saremo nel Museo Civico delle Cappuccine, visitato in diverse occasioni e che ci ha sorpreso per l'organizzazione, la selezione delle opere e le proposte di mostre temporanee. E' un luogo che fa emergere il valore culturale del territorio e diffonde buone prassi di organizzazione e gestione che abbiamo potuto verificare anche parlando con il direttore Diego Galizzi che ringraziamo tanto per la disponibilità.
L'evento si svolgerà domenica 27 aprile 2014 alle ore 17:00.
Da Ravenna si impiegano circa 20 minuti per raggiungere il paese: il treno disponibile per l'andata è quello delle 15:33; per il ritorno ci sono treni ad ogni ora a partire dalle 19:05.
Il museo dista dalla stazione circa un km: un quarto d'ora e si è arrivati a destinazione.
In macchina il museo si raggiunge percorrendo la via Faentina.
Il programma della nostra Invasione prevede una visita guidata alle collezioni con piccole preziosità, come la possibilità di osservare opere di solito non fruibili nelle collezioni permanenti, un codice miniato del 200 e disegni di Albrecht Dürer.
Visiteremo, poi, la mostra "Maschere: identità nascoste" che ci farà scoprire interessanti curiosità sulla Commedia dell'arte e sul ruolo della maschera.
La giornata si chiuderà all'insegna della condivisione con un rinfresco allestito nel chiostro, durante il quale potremmo avere modo di conoscerci, confrontarci e parlare di arte e cultura.
Sarà un'occasione per diffondere la conoscenza, un atto d'amore verso la cultura grazie alla quale riusciamo a scoprire sempre qualcosa di noi stessi e degli altri.
Liberiamo la Cultura dal conservatorismo!
Abbiamo bisogno di esprimerla, di viverla con i nuovi strumenti e di comunicarne il valore dal nostro territorio verso la rete che è infinita!
Partecipate con noi e diffondete l'ideale delle Invasioni Digitali!
Saremo con voi per postare: INVASIONE COMPIUTA!!
Ecco i link di riferimento:
- Il nostro evento su facebook https://www.facebook.com/events/710811125627899/
- Il nostro evento su Eventtribe: http://www.eventbrite.com/ e/ biglietti-invasioni-digital i-al-museo-civico-delle-ca ppuccine-11283849297?aff=e fbevent
- Il calendario degli eventi: http://www.invasionidigitali.it/it/calendario2014
- Il sito di Invasioni Digitali: www.invasionidigitali.it
Author : Unknown
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La poesia del buongiorno. The poem of the morning
Mentre lavoriamo al Caffè Letterario, un libro sulle poesie di Emily Dickinson attira la nostra attenzione.
Così pensiamo di condividere con voi questo pensiero che noi riportiamo al nostro mondo, alla nostra realtà, al nostro sogno, alla nostra speranza che quella "luce" del sole splenda sul Deserto della crisi culturale del nostro secolo: ottimismo all'orizzonte!
"Se non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l'ombra -
Ma la luce ha reso il mio Deserto
ancora più selvaggio.
(1782)
| Deserto, dal sito http://www.colonialvoyage.com/artista/deserto.html |
We're working in Cafè Letterario, a cafè in Ravenna, and from a shelf of books Emily Dickinson's poetry attracted our attention.
We want to share with you this little thought transferred to our world, our reality, our dream, our wish about that "light" so that it could bright over the wild desert of the cultural crisis of our century: optimistic horizon!
Nice saturday to you all!
Had I not seen the Sun
I could have borne the shade
But Light a newer Wilderness
My Wilderness has made -
(1782)
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Il Cielo Dorato di Sant'Apollinare Nuovo
Da qualche giorno e fino a stasera, sulla facciata della Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, a partire dalle 22, è possibile vedere Visioni di Eterno 2013, un progetto di Video mapping architetturale 3D, ideato dall'artista Andrea Bernabini per la città di Ravenna.
Terminata la Notte delle Creature ho avuto il piacere di assistere alla folla di persone che desideravano entrare nello spazio antistante la Basilica per vedere questa installazione di luce. E questo non è solo festa, è Cultura, è ciò che un evento legato alla storia e all'arte può smuovere in una sfumatura moderna, supportata dalle nostre tecnologie.
Parte la visione, la musica, compare un ingranaggio che smaterializza la Basilica per poi illuminarla e decorarla di inconsueto. I mosaici scorrevano sulle superfici murarie come se queste non potessero scalfirle coi loro pieni e vuoti...

Fino a quando il fluido del tempo sembrerà portare via queste visioni per portarci sul piano architettonico, come un gioco di montaggio e smontaggio di pezzi costruttivi differenti.
La visione continua nella smaterializzazione del campanile, nel pensiero di una donna, nell'alchimia di medaglioni mosaicati che risalgono in un cilindro come bolle in un acquario.

Ma la Basillica stessa richiama la sua essenza spirituale con un suono ed una visione d'organo, una panoramica dei mosaici dedicati a Sant'Apollinare, fino a quando la visione lascia spazio ad uno scrigno di ingranaggi astrali che ci riportano al nostro tempo.
Il progetto è in collaborazione con l'Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune che prevede le proiezioni di mapping architetturale sugli otto monumenti Unesco della città.
Di seguito potete vedere il mapping architetturale 3D sul Mausoleo di Teodorico, realizzato nel 2012.
Il cielo Dorato di Sant’Apollinare Nuovo
Installazione Video mapping architetturale 3D
Director: Andrea Bernabini N.E.O. Visual Project Ravenna
Visual 3D: Sara Caliumi, Roberto Costantino, Prospectika
Sound design: Davide Lavia
Consulenza storica Giovanni Gardini
Produzione Servizio Turismo e Attività Culturali del Comune di Ravenna
Con i finanziamenti della Legge 77/06
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La Notte delle Creature a Ravenna
23 luglio: Ravenna festeggia il suo patrono Sant'Apollinare, vescovo e santo romano del I secolo d.C.
A Classe, nel VI secolo, fu eretta una chiesa a lui dedicata, oggi nota come Sant'Apollinare in Classe, ma nel IX secolo le sue reliquie furono spostate in città, nella chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, così chiamata in suo onore, sita in via di Roma, al limitare del centro di Ravenna.
Il santo era diventato il simbolo nazionale della dominazione bizantina in Occidente, e ancora oggi è il patrone dell'urbe bizantina.
Così ieri sera, in onore ai suoi festeggiamenti, mi sono avviata per le vie della città. Arrivata in Piazza XX Settembre, sono rimasta meravigliata dalla quantità di biciclette parcheggiate... una distesa di bici lungo i tre lati della piazza, addossate alla base della colonna dell'aquila, tutte densamente allineate tra loro.
Si preannuncia una notte di festa affollata, sulle tracce di Sant'Apollinare.
Macchina fotografica alla mano, cammino sotto il porticato dipinto che da Piazza XX Settembre ci immette in Piazza del Popolo, costeggiamo la statua del patrono che si erge sulla colonna alla nostra destra davanti al Comune, e la visione è quella di una piazza piena, vissuta, una città in attesa dell'arrivo delle "Creature" per Sant'Apollinare.
Lo spettacolo si apre in musica e luci, prosegue con l'ingresso tra il pubblico di acrobati, equilibristi, danzatori, tedofori di metallici candelabri di luce: dal fondo della piazza arrivano al palco e... le performance di nouveau cirque abbiano inizio!
Sul palco vi è un telo in cui un tessutista (spero di averci preso!) si muove e sale verso il cielo, in giochi di forme ed equilibrio. Scala l'aria e chiude il suo pezzo volando... con il desiderio, forse, di introdurci nel mondo della leggendaria lotta tra bianco e nero, bene e male, luce e buio.
Lotta che onestamente mi ha deluso. Sarò fuori dal coro, ma le musiche mi sembravano in totale disarmonia con tutto ciò che succedeva sul palco, e ciò che era sul palco mancava di ritmo e verve: tanti effetti luminosi per l'uso di pali e corde infuocate e di piccoli fuochi artificiali, ma non sono riuscita ad apprezzare questo scimmiottare sul palco. E il loro ritorno tra un pezzo e l'altro era monotono e prevedibile.
Ho trovato invece interessante l'uomo ai piedi della luna, e sulla luna.La luna e il tempo, la luna e la notte, la luna accanto all'orologio della piazza.
Come se l'uomo potesse muoversi alla conquista dell'astro della notte, unirsi alla sua luce ed alle sue forme incomplete. Uno spicchio di luna crescente, uno spicchio di uomo che cresce, alla ricerca di armonia, serenità, quiete, e che forse non può far altro che volgere infine lo sguardo all'orizzonte del cielo... in attesa della luce del mattino, in attesa delle sue avventure e del suo tempo, qui rappresentata da una contorsionista.
Poi la vita dell'uomo prosegue smossa dal vento, come un corteggiamento da film classico, con l'uomo bandiera sotto un lampione e la donna nel cerchio, ma a mostrare la potenza della terra sono stati i titani dorati: due uomini con un pezzo di grande effetto, dai movimenti puliti e lenti. Sono convinta che se avessero inserito un movimento scattante, la piazza avrebbe sobbalzato tanto erano magnetici. Nonostante la loro massa si muovevano in giochi di equilibrio come incorporei, con grande precisione. Costruivano le forme dei corpi con movimenti essenziali, li definirei proprio leggeri, e mi stupisco al pensiero della corporatura massiccia dei due uomini. Simbolo di forza, con la luce di un fuoco alle loro spalle, sembravano portarci a un tempo in cui le divinità della terra ne determinavano l'equilibrio.
Ma davvero queste creature raccontavano della storia dell'uomo?
O erano solo ispirate ad una notte di mito, uno spettacolo circense, una performance che pone al centro la bellezza del corpo umano e le forme che esso può costruire?
Lo spettacolo, ideato da Ruggero Sintoni e Alessandro Serena, è stato prodotto da Accademia Perduta, Romagna Teatri e Circo e Dintorni, in collaborazione con il Comune di Ravenna.
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Digital economy: dov’è la Cultura?
Ieri prima presentazione pubblica del progetto Web Economy Forum (Wef) a Ravenna, un progetto di cultura digitale per le aziende delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Il progetto sembra confermare che per ricostruire la produttività delle PMI bisogna partire dal basso, da un progetto di crescita collaborativa.
Negli ultimi mesi i media ci raccontano ancora la crisi, analizzano i numeri delle imprese e le notizie sono poco confortanti: a fronte del numero di imprese chiuse e aperte ogni mese in Italia, il saldo è drasticamente negativo, ma ripartire si deve, e si può!
Il progetto Wef parte dai tre concetti di new economy: digital, internet e Web economy.
Un’ economy sottovalutata che vale il 4% del PIL, sconosciuta a gran parte delle PMI del territorio italiano.
Ma chi è attivo online riporta in media una crescita del 12% del business, del 34% del personale, e una produttività in crescita… lavorare per un'azienda che riesce a dare valore aggiunto al cliente, porlo al centro dell'attenzione, e chiudere in positivo in un periodo di decrescita economica come quello che stiamo vivendo, fa crescere l'autostima dell'imprenditore e dei suoi dipendenti, valore fondamentale per una buona produttività e per la qualità del lavoro!
Giuseppe Giaccardi, ideatore del progetto, nel suo intervento ha sottolineato come la congiuntura negativa che stiamo vivendo, purtroppo, porta all’espatrio dei nostri talenti a cui è difficile chiedere di tornare in Italia "perché non ci sono argomentazioni per riportarli indietro o tenerli qui". Amara e triste verità.
Nella crisi abbiamo bisogno di trasformarci e invertire la rotta.
Le parole chiave sono: ascolto, collaborazione, creatività, porosità, interoperabilità, partecipazione e innovazione sociale.
Webeconomy è visione, distruzione creativa.
Webeconomy è startup, rigenerazione delle industrie tradizionali.
Webeconomy è opportunità, cosmopolitismo, territorio innovativo.
Eppure c’è chi pensa che bisogna ripartire dalle nostre deboli istituzioni che tuttavia non sono in grado di sostenerci e proporci un’alternativa. Siamo noi dal basso a dover ricostruire la nostra nazione, diffondere la cultura della produttività collaborata, nelle PMI come nella Cultura.
Quando i settori produttivi ripartono dal Web per creare rete, sorge spontanea l’idea che questo possa funzionare anche nella Cultura.
E noi sm-Art People ci crediamo, da tempo ci crediamo.
Crediamo in una visione, in una stasi del settore culturale (che parte dalle istituzioni) che possa determinarne la rinascita, in competenze applicate al proprio settore di afferenza, al coinvolgimento del territorio per rafforzarne l’identità e tramandarne le tradizioni. Quelle tradizioni che stanno strette a molti, viste come retrograda reminiscenza di un passato da superare, vanno riviste come scrigno della nostra identità.
La Cultura da preservare con un’innovazione di processo, perché viva nel suo tempo, perché non rimanga a guardare il vortice delle evoluzioni Web, ma possa arrivare alle persone attraverso i processi Web, mobile e sociali che stanno rimodellando le nostre vite.
Come possiamo smuovere un settore così "vincolato"?
Con un viaggio fatto di persone, di territori, di racconti.
Insieme condividere e tutelare la nostra cultura e la nostra identità con l'aiuto delle tecnologie che non possono più essere svincolate dalla nostra vita.
Le idee non mancano, ma le possibilità a volte sì.
Partiamo insieme per un nuovo viaggio, concediamoci una possibilità di trasformazione.
"Il vero viaggio di scoperta consiste
non nel trovare nuovi paesaggi
ma nell'avere occhi nuovi"
non nel trovare nuovi paesaggi
ma nell'avere occhi nuovi"
M. Proust
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