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Contest #4C della #cultura: scatti d'#arte per gli #smartiani!

Chiamata alle armi cari smartiani!!!

Nell'ambito degli eventi "4C: la formula della cultura", abbiamo pensato di realizzare un contest fotografico che possa permettere a tutti di condividere la propria idea di cultura.

Ecco a voi il regolamento e il link all'evento di facebook dove potete registrarvi e condividere i vostri scatti.
Cosa aspettate???
Scaldate gli smartphone e le fotocamere!!!! :)

Si parte il 05 marzo!





Finalità:
Il concorso “Le 4C della cultura” è un contest fotografico digitale che ha come scopo la promozione della Cultura in relazione all’evento “Le 4C della cultura” che si svolgerà a Ravenna presso il Palazzo del Congressi, al Punto Ristoro, in Largo Firenze, 1.
Le date dei quattro distinti seminari sono: il 10, 17, 24 marzo dalle 14 alle 16 e il 31 marzo dalle 16 alle 18.
Ogni giornata avrà un tema specifico che sarà poi d’ispirazione per i materiali da inviare. Si rimanda all’articolo 3 per le modalità di svolgimento.
Destinatari:
La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti.
Modalità:
Le foto andranno inviate su INSTAGRAM o FACEBOOK (nella scheda evento) taggando @sm-Artpeople e condivise con l’hashtag dell’evento #4C e #smartpeople e l’hashtag specifico per l’argomento scelto:
#4C_Curiosare: aspetti curiosi della cultura
#4C_Creare: atto creativo, bellezza e realizzazione artistica.
#4C_Condividere: cultura come scambio di informazioni, di idee, veicolo di messaggi originali.
#4C_Comunicare: emozioni dell’arte e della cultura. Tutto ciò che ci comunica qualcosa.


La foto dovrà riportare le seguenti informazioni: luogo ed eventuali informazioni relative al riconoscimento della foto.
Gli autori non hanno limiti nel numero di foto inviate.
A seconda del numero di foto ricevute, sarà scelta o un’unica foto che meglio rappresenta lo spirito dell’evento o una foto per ogni singola categoria.
Durata:
Le foto vanno condivise dalla mezzanotte del 5 marzo alla mezzanotte del 25 marzo 2015.
La premiazione dei vincitori avverrà il 31 marzo 2015 alle ore 17:30 durante l’ultimo incontro dell’evento.


Premi:  
Le foto vincitrici saranno esposte in modalità permanente presso il PUNTO RISTORO del Palazzo dei Congressi di Ravenna.
Una seconda copia sarà resa come omaggio all’autore.
Ua giuria appositamente scelta (i cui nomi saranno resi noti il giorno della premiazione) sceglierà le foto fornendo una breve motivazione.


Uso del materiale digitale inviato
Ogni autore, titolare di tutti i diritti sui propri originali, è personalmente responsabile delle opere presentate.
Ogni autore conserva la proprietà delle foto inviate al concorso, ma cede gratuitamente i diritti d’uso illimitato delle immagini agli enti organizzatori Sm-Art People, Fondazione Flaminia e Ravenna Studenti, i quali possono pubblicare e diffondere le immagini su riviste, testate, siti internet e su qualsiasi altro supporto mediatico e pubblicitario, purchè senza fini di lucro, con l’unico onere di citare ogni volta l’autore o gli autori delle fotografie. Gli enti in questione non potranno, senza previo accordo con il fotografo, cedere a terzi ad alcun titolo le fotografie in concorso.


Responsabilità degli autori

Ogni partecipante è responsabile civilmente e penalmente delle proprie opere, sollevando gli organizzatori da ogni reponsabilità. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall’art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate.

Compleanni smartiani: Tito Flavio Vespasiano



Tito Flavio Vespasiano, nato il 17 Novembre dell'anno 9, imperatore romano, ha fondato la dinastia Flavia.

Ecco come ce lo racconta Svetonio nella "Vita dei Cesari".

"Anche sul letto di morte l’imperatore Vespasiano non perse il suo spirito ironico. Poco prima di morire, riferendosi alla consuetudine di divinizzare gli imperatori dopo la morte, rivolto ai familiari ed amici che lo assistevano, esclamò:
- Vae, puto deus fio! (Povero me! Credo che fra poco diventerò un dio! "

E voi smartiani,che aneddoto ci raccontate?

Luoghi smartiani:Tasselli di storia: la Cappella di Nostra Signora di Bonaria in Quartu Sant'Elena

Facciata della Basilica di Sant'Elena Imperatrice e della adiacente Cappella di N.S. di Bonaria,  Quartu Sant'Elena
Basilica di Sant'Elena Imperatrice e Cappella di N.S. di Bonaria,
Quartu Sant'Elena

Piazzale della Basilica di Sant'Elena Imperatrice. Su questa terra il sole, anche ai primi di gennaio, stempera la pelle e ha insinuato il tepore in tutte quelle persone che, dopo la celebrazione della festività dell'Epifania, si sono fermate a salutarsi, a dare senso a quella piazza che, pur centrale, ha perso la sua funzione comunitaria e sembra ogni tanto riprendersela.


Questa mattina, su quel piazzale, mi sono fatta attrarre da un portone che per anni ho visto chiuso, che nella mia infanzia era chiuso. Così oggi a quella porta aperta non ho potuto resistere.
Tornata per le feste nella mia terra natia, a Quartu Sant'Elena, cittadina in provincia di Cagliari, mi soffermo ad osservare la facciata di questo spazio architettonico, tendente, nella sua semplicità, al barocco spagnolo sull'isola. Mi domando se potesse essere questo il primo impianto dell'adiacente Basilica di Sant'Elena, cresce la curiosità, mi avvicino, osservo il pavimento, ed entro.

Avanzo fino ad arrivare a curiosare nella seconda cappella laterale sulla sinistra: due statue policrome sopra un mobilio in legno dipinto sulle tonalità del verde. Osservo le decorazioni della tunica, cerco di fissarle nella mia mente per creare dei collegamenti ad altre opere locali.

Incuriosita, mi faccio raccontare di più da un confratello.



Statue lignee policrome rappresentanti la Buona Morte e la Buona Sorte, fine XVII secolo
Buona Morte e Buona Sorte, fine XVII secolo

Si tratta di due statuine gemelle, di matrice spagnola e risalenti alla fine del XVII secolo. Rappresentano la Buona Morte e la Buona Sorte, un culto affermatosi a Saragozza nel 1681 dopo la peste. Le due Madonnine con bambino in braccio sono speculari, ma nella prima il Bambino ha tra le mani un teschio, nella seconda, mancante di un braccio, non si osservano segni particolari. 
Un riferimento al dolore per chi ha perso qualcuno, per chi lotta nella sofferenza, per chi prega di non ammalarsi, per chi forse supplica, infettato, di morire o di salvarsi rimettendosi alla volontà della Sorte, perché quale uomo non ha paura all'incombere dell'ignota morte? 


Statua policroma di N.S. di Bonaria,
Quartu Sant'Elena
Mi giro verso il fondo dell'unica navata: una grande statua lignea policroma svetta all'interno di una pala lignea. La Sardegna è notoriamente devota alla Madonna di Bonaria: così la parrocchia di Sant'Elena Imperatrice volle seguire questa tradizione e, si dice seconda città in Sardegna, commissionò ad un artista della scuola napoletana una statua che, eseguita nel 1872 arrivò nell'isola all'inizio dell'anno successivo, e dopo la sua benedizione a Cagliari, fu portata a Quartu Sant'Elena tra folle festanti... arrivò d'oltremare "vestita" di tunica e manto, ma su quest'isola ricevette un velo bianco, corona e navicella, poiché lei è la protettrice dei naviganti.
La struttura in legno che ospita la statua non rispecchia oggi le sue dimensioni e forme originali poiché questa non era la sua collocazione, e la sua altezza supera quella della cappella. Le parti restanti sono state conservate, ed ora una parte della storia delle tradizioni religiose della cittadina è ancora accessibile, tutti i sabati e tutte le domeniche.

All'interno della cappella di Nostra Signora di Bonaria vi erano inoltre un forziere del '600, ligneo e rivestito di metallo, un Cristo in croce portato in processione, della stessa epoca, la cui croce è stata sostituita, un antico stendardo della confraternita, due troni lignei che fino a qualche decennio fa si trovavano in Basilica, una croce moderna con i simboli del martirio, forse ripresa dalle piccole croci con gli stessi simboli appesi in alcune strade della città e che vorrei andare ad osservare, e la croce de "su scravamentu", una tradizione antica, in uso fino a meno di un secolo fa in Quartu, rivisitazione della deposizione di Cristo.

Quanto è affascinante farsi raccontare ciò che è ormai dimenticato, nell'oblio di ciò che troppo spesso è considerato solo un fardello legato a pesanti tradizioni religiose snobbate e surclassate da nuove correnti di pensiero, da nuovi stili di vita, ma come dimenticare che questa è la nostra storia? Lo è anche quando in essa non ci riconosciamo più e ce autodiserediamo.

Incalzo sul confratello: "Ma questo può essere un primo impianto della Basilica di Sant'Elena Imperatrice?"
Il piccolo edificio, noto come Ex oratorio delle anime, è stato costruito tra il 1754 ed il 1755: ad aula unica con volta a botte, presentava un transetto, due cappelle sulla destra ed una sulla sinistra. All'esterno, i muri perimetrali sono sovrastati da una cornice dentellata. In facciata, sopra il portone si apre una finestrella ottagonale, si conclude con una cornice modanata, e centralmente un semplice campanile a vela. 
Nel 1818-25 la seconda cappella a destra ed il braccio del transetto furono demoliti nella ricostruzione dell'attuale Basilica a favore di una nuova cappella.
La consacrazione della cappella avvenne nel 1761 per decreto vescovile: si trattava della cappella cimiteriale, ma perse la sua funzione quando fu inaugurato l'attuale cimitero della città, intorno alla chiesa di San Pietro in Monte nella seconda metà del XIX secolo. Qualche anno dopo la cappella fu affidata alla confraternita di Nostra Signora di Bonaria che, rinata, se ne occupa tuttora. 
Il mio dubbio è stato fugato, la Basilica, come avveniva in passato ed avviene tuttora, è costruita su fondamenta antiche, ma questa cappella pare nata con altre funzioni.

Così la storia e l'arte isolana sono giunte a me inaspettate, come un bel regalo di fine festività, come un tassello di memoria da tramandare, come un prezioso libricino di racconti, come un filo da snodare nel viaggio in questa isola che troppo spesso non si vede abbastanza.

Sul sentiero di Tùkè...

E poi ti trovi ancora qui, aggrappato all'energia che solo lavorare alla realizzazione di un qualcosa di davvero tuo può dare... qualunque giorno sia, qualunque ora sia, qualunque grado di stanchezza abbia raggiunto.
Oscilli tra buonumore e dubbio, dall'essere positivo alla consapevolezza che sarai sempre svantaggiato davanti a chi ha qualcosa di più concreto, più agganci, più fondi... ma anche le nonne, con la loro esperienza di vita, ti dicono che "un giorno, il tuo impegno e il tuo merito verranno riconosciuti".
Musica alle orecchie, invito la creatività a stare con me per creare una nuova formula, una vera formula, per spiegare come questo mondo Tùkè ha delle radici in un qualcosa di lontano e forte nel tempo...
Un'entità gentile guida me e i miei pensieri su un sentiero bianco...

"Non avere timore, tu che vai a curiosare in questa agorà,
ma non sfidare i cittadini della Cultura... 
buona sorte e creatività sono dalla loro parte!
Le loro armi possono essere taglienti, 
ma sono solo parole,
vogliono solo scortarti 
in un mondo di immagini e bellezza,
ricordarti che dalle parole nasce il confronto,
un cammino sulle torri della Conoscenza..."

... come un matematico riscrivo le origini.






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